No te paghi? No te parti.

No te paghi? No te parti. Mi sembra ovvio. E visto che, si sa, chi non paga il biglietto sono gli extracomunitari che ci rubano il posto di lavoro, gli zingari che rapiscono i bambini e i musulmani che vogliono le moschee al posto delle chiese, il comune di Treviso ha ben pensato di diffondere questa campagna contro il mancato pagamento dei biglietti sugli autobus urbani della città.

Come distruggere quindici anni e più di politiche sui migranti e a favore della multiculturalità con un solo manifesto. E non vi preoccupate: ne hanno stampato uno anche in cinese. Razzismo sans frontières. Ghe sboro

Dario.
(Grazie a River-blog per la segnalazione).

10 Commenti

  1. falecius ha detto,

    30 Maggio 2008 a 12:37 pm

    Orrido.

  2. Mattia Guidetti ha detto,

    30 Maggio 2008 a 7:01 pm

    Ma guardate, per quanto possa essere divertente un’iniziativa del genere e nei limiti dell’umorismo “popolare” del nordest (ruvido, manesco, “parla come magni” etc. etc.), non vedo grossi problemi ad accettare il cartello. Fa parte del provincialismo delle cittadine ricche venete. Tristanzuolo, ma molto in voga. Poi nel caso specifico si riprende l’arabo come mito di lingua incomprensibile: esiste ovunque in Italia come detto e precede gli anni ‘80 e l’arrivo massiccio di arabi in Italia. E con il cinese e’ lo stesso.
    L’allusione al fatto che chi non paga e’ prevalentemente extra-comunitario, secondo me passa in secondo piano. Non ci vedo “razzismo”, ma appunto solo la tipica “ruvidezza” veneta. Io per dire trovo nei fatti molto piu’ razzista il doppio prezzo per i vaporetti a Venezia.

  3. Dario ha detto,

    31 Maggio 2008 a 8:38 am

    Mah… senz’altro è anche espressione della “ruvidezza” veneta, ma è di un’ignoranza e di una volgarità abbastanza deprimenti. Comunque io sono favorevole al doppio prezzo dei biglietti Actv a Venezia per residenti etc. e non (dunque in primis turisti), come anche ho gioito della linea di vaporetti solo per chi ha CartaVenezia. Sarà una cosa sgradevole, ma sapete quanto me cosa si prova a stare su un battello col carretto della spesa, schiacciato da decine di turisti, due gite scolastiche e i soliti veneziani che sbraitano perché non riescono a passare.

    Cioé, alla base della decisione di Actv mi pare ci siano motivazioni principalmente pratiche e di comodità per chi ha necessità di prendere i battelli con maggior frequenza (i residenti); nel manifesto vedo soltanto un grande vuoto culturale e un marciare su pregiudizi e stereotipi beceri.

  4. falecius ha detto,

    31 Maggio 2008 a 1:32 pm

    Concordo con Dario.
    Inoltre, in un manifesto rivolto (in teoria) agli immigrati, mi sembra che riprendere il mito dell’arabo e del cinese come lingue incomprensibili (e lo sono, per chi non le conosce) sia molto stupido.

  5. innovatel ha detto,

    2 Giugno 2008 a 8:17 pm

    Il concetto non è sbagliato. Perchè chi paga il biglietto deve pagarlo molto più caro perchè gli altri viaggiano gratis?

  6. Anna ha detto,

    2 Giugno 2008 a 10:02 pm

    Allora dillo ai vecchietti che non fanno mai il biglietto. A Udine ci sono sicuramente. I Trevisani sono tutti civilissimi? E poi non si pagano di piú i biglietti perché altri non li pagano, si pagano di piú perché c’é l’inflazione e tante altre cose.
    Qui la lingua straniera viene usata con un tono discriminatorio. Io voglio discriminare gli evasori fiscali, i raccomandati e i mafiosi: lo devo scrivere il lombardo, in veneto e in siciliano?

  7. roberta ha detto,

    2 Giugno 2008 a 10:05 pm

    Ho appena chiesto notizie da casa!

    Sarei curiosa di sapere da chi sono andati a farsi tradurre il manifesto..

    cmq anche l`uso del dialetto nei manifesti appesi per la citta` e` orribile e non e` fenomeno nuovo.. `parleremo veneto` era quello piu` diffuso sui cassoni dell`immondizia dalle mie parti. Una vera minaccia, ma concordo sulla scelta del cassone ;)

  8. 17 Giugno 2008 a 9:49 am

    [...] di maxmauro Un soldato ogni 24mila persone, sai che sicurezza! La decisione del governo Berlusconi di mobilitare 2.500 soldati per aumentare il controllo del territorio nazionale è una delle barzellette più assurde sentite negli ultimi anni. Però è un segnale dei tempi, come la campagna informativa dell’azienda per i trasporti pubblici del comune di Treviso, che ha riempito la città di manifesto in dialetto veneto e alcune lingue straniere, soprattutto arabo e cinese, per “sensibilizzare” i cittadini al pagamento del biglietto. Il messaggio è questo: Non paghi, non parti. Se non lo capisci te lo dico anche in arabo (ecc). Secondo quanto dichiarato dall’azienda municipalizzata i maggiori evasori di biglietto sono immigrati e studenti. Sarà vero, ma nei mezzi pubblici di qualsiasi città italiana la maggioranza degli utenti è composta da immigrati, studenti e, in percentuale minore,  anziani, quindi è ovvio che gli evasori fanno parte di quelle categorie! Per gli studenti cosa faranno? Un manifesto con Dante Alighieri che li invita a pagare il biglietto recitando un brano della Divina Commedia? Oppure il Manzoni che minaccia l’intervento dei bravi? Ho trovato la notizia dell’ennesima manifestazione xenofoba in salsa trevigiana su questo blog. [...]

  9. alfa ha detto,

    2 Luglio 2008 a 11:08 am

    Che tristezza…..

  10. mauro ha detto,

    14 Ottobre 2008 a 8:38 pm

    ma guardate, a me ha molto divertito e non voto a destra; se in effetti l’azienda trasporti ha verificato coi controllori quali sono le categorie che non pagano, non vedo perchè no: in fin dei conti la campagna è rivolta a chi non paga; di sicuro gli arabi e i cinesi che pagano il biglietto si arrabbieranno di più per il comportamento dei loro connazionali che per il cartello. e credo che il fatto che sia scritto in veneto renda il messaggio molto diretto. preciso che non sono razzista: il problema è che una parte della sinistra difende sempre tutto e tutti a tutti i costi. tra l’altro non vedo multiculturalità in pericolo, e abitando a trieste dove greci e serbi vivono dal ‘700 posso dire che la “multiculturalità” è al lato pratico più da eventi culturali e ritrovo di intellettuali, qui semplicemente ci facciamo i c… nostri rispettandoci


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