Amira Hass su Internazionale

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Il coraggio di opporsi

Buon lavoro a tutti!

A nna

ancora arabi cristiani (l’ultima volta, lo prometto)

Prometto che e’ l’ultima volta che tiro fuori gli arabo-cristiani. Solo che su Radio 3 questa settimana dalle 18 alle 19 i “nostri” sono stati oggetto di un approfondimento assai raro per i nostri media. Quindi sono contento.

Premetto che non ho sentito tutte le puntate, ma un’idea me la sono fatta. Il programma presenta il tema attraverso l’esperienza del centro OASIS, promosso e finanziato dal patriarcato di Venezia. Le interviste sono materiale molto ricco e approfondito e alcune personalita’ come monsignor Jeanbart di Aleppo propongono riflessioni importanti. Quindi suggerisco a chi e’ interessato al tema di risentirsi le puntate.

Ma ho anche molti molti dubbi. Il primo e’ di carattere generale: purtroppo il tema degli arabo-cristiani in occidente e’ in mano solo ai preti cattolici. Esiste un’egemonia dall’accademia all’informazione: gli arabo-cristiani interessano e vengono presentati solo da uomini di chiesa o da istituzioni legate alla chiesa. Non ho nulla a priori contro gli uomini di chiesa, ma e’ evidente che il discorsco si muove sempre in una certa direzione. Per esempio – e qui entro nello specifico – nel programma viene detto che essere cristiano in medio oriente e’ una missione. Una missione. E’ un’affermazione “pesante” su cui non so se molti arabo-cristiani siano d’accordo. Insomma io nasco in una famiglia cristiana di Alessandria d’Egitto e fin da piccolo divento missionario. Invece che cittadino di uno stato, sono missionario. Poi il tema della laicita’ dello stato nel programma non viene nemmeno toccato. Tema che invece dovrebbe essere centrale. Insomma l’impostazione del programma – che rispecchia una certa visione della chiesa cattolica romana – e’ di sottolineare la religiosita’ delle persone. La necessita’ di avere una religiosita’ forte di fronte a un contesto aggressivo. Un po’ “allamiana” come visione: se loro mostrano i muscoli, noi mostriamo i nostri. Non so se e’ la strada giusta. Io sostengo che solo uno stato ultra laico puo’ essere la soluzione.

A partire dallo scandalo delle moschee negate in Italia ai musulmani. Scandalo che fa dell’Italia un paese triste dove si parla a vanvera di liberta’. I cattolici – dico i cattolici perche’ della sinistra ho perso la speranza – e specie quelli che ci rompono l’anima con la liberta’ di scelta per avere soldi dallo stato, dovrebbero legarsi con catene ai palazzi del potere per chiedere che il diritto dei musulmani a pregare venga rispettato. E invece lisciano il pelo a movimenti trogloditi che spingono indietro il paese. Questa e’ un’altra storia e’ vero, ma esiste una convergenza strana – per certi versi inspiegabile – tra l’indurimento del cattolicesimo e lo sfacelo delle moschee mancate in Italia.

Mattia

Domanda

Ciao a tutti!

sapete se esistono siti, riviste, newsletters et similia che informino riguardo alle prossime conferenze e congressi di arabisti e/o studi islamici e/o studi ebraici ?

Sono stata in Bosnia, paese bellissimo! A Sarajevo ho visitato la moschea principale, le cattedrali cattolica e ortodossa e la sinagoga sefardita..quella giornata é stata particolarmente emozionante.

Ho scoperto che Zagabria ha un Mediterranean Studies Center che ha organizzato a inizio agosto una conferenza sulle donne sefardite…peccato averlo saputo a fine agosto…mmm

Da un autunnale e piacevolmente ventosa Berlino é tutto!

A nna