sciopero notizie dallo strano pianeta alieno chiamato italia!

Non ho fatto in tempo ad aprire la pagina del Corriere che gia` mi e` salito l`orrore!!
 
La proposta del Ministro MARONI, che tradotto vuol dire: l`ennesima cazzata del politico piu` `intelligente` della Lega (..) ,  Stop a cortei davanti ai luoghi di culto!!
 
Dice Maroni: `affinchè fatti come quelli avvenuti davanti al Duomo di Milano non abbiano a ripetersi.`
 
Da un`affermazione cosi` uno pensa che i fanatici islamici abbiamo preso la Sacra Madunina a colpi di accetta, che abbiano taggato di rosso il Duomo scrivendoci a morte gli infedeli, che abbiamo bruciato bandiere israeliane o vessilli crociati!
 
E invece niente di tutto questo.
Hanno pregato.
Miiiiiiiiiiiinchiaaaaa che gesto rivoluzionarioooooooo!!!
Sul sagrato di un luogo sacro.
Hanno espresso il proprio dolore, la propria solidarieta` e la propria impotenza, in un modo che probabilmente noi ci siamo dimenticati, ma che e` il modo piu` istintivo, ancestrale e naturale per l`essere umano: quello di rivolgersi a un dio.
 
Quale luogo era piu` indicato per questa funzione? La stazione dei treni??? o forse san siro????
 
Terminare una manifestazione pregando per le centinaia di anime che stavano venendo ammazzate in quei giorni nell`indifferenza generale, e` un gesto non solo piu` che legittimo ma soprattutto civile, un po` di quella civilta` che probabilmente dovremmo finalmente iniziare a imparare e a mettere in pratica.
 
 
Roby
 
Ps. Ultima nota, tecnicamente parlando poi diventerebbe piuttosto difficile manifestare in Italia visto che nei centri urbani ad ogni metro c`e` una chiesa!
 

10 Commenti

  1. Mattia ha detto,

    22 Gennaio 2009 a 9:55 pm

    Contrario al divieto. Ma mi chiedo: 20 anni fa una manifestazione pro-Palestina sarebbe finita con una preghiera? Mai e poi mai! Una volta Palestina = izquierda! Guarda che quella preghiera dice un sacco di cose su cui sarebbe necessario riflettere.

  2. Dario ha detto,

    22 Gennaio 2009 a 10:39 pm

    Concordo in toto con Mattia. E’ all’incirca quello che ho pensato quando Roberta ha inviato la notizia per email (prima di pubblicarla sul blog).

  3. Roberta ha detto,

    23 Gennaio 2009 a 10:55 am

    Perfettamente d`accordo. Nessuno mette in dubbio che la questione palestinese stia passando/sia passata da questione nazionalista a questione religiosa. Le elezioni del 2006 penso siano un segnale abbastanza evidente.
    Ma la questione in Italia prende sfumature un po` diverse.
    Non credo che i manifestanti che hanno pregato a Milano fossero per la maggior parte palestinesi, anzi. 20 anni fa una manifestazione per la Palestina con preghiera sarebbe stata immaginabile. Vero. ma lasciando per un attimo da parte i grandi schemi della scena internazionale, questa notizia mi preoccupa piu` per le ripercussioni di politica interna italiana. Quanti immigrati c`erano in Italia 20 anni fa? La nostra bellissima (e questo non e` ironico!) carta costituzionale che recita un sacco di bei diritti, aveva un senso solo quando eravamo tutti `italiani`?!.. non so voi, ma io cerco cittadinanza alternativa!

  4. Mattia ha detto,

    23 Gennaio 2009 a 4:43 pm

    “Ci fottono i preti i pope i mullah…” cantava Lindo Ferretti una vita fa, perche’ in effetti anche lui sembra aver preso un’altra strada.
    Io sono contrario al divieto cosi’ come – e infatti l’ho gia’ scritto – trovo deprimente e umiliante che in una citta’ come Milano non ci sia una moschea degna di questo nome. Cio’ detto, quella preghiera in Piazza Duomo per me e’ stata un pugno nello stomaco.
    Tu Roberta dici: “in un modo che probabilmente noi ci siamo dimenticati, ma che e` il modo piu` istintivo, ancestrale e naturale per l`essere umano: quello di rivolgersi a un dio”.
    Questo modo non e’ che l’abbiamo dimenticato, e’ solo che preferiremmo vederlo lontano dalle rivendicazioni politiche. Anche al “family day” si prega, probabilmente con lo stesso fervore. E infatti non ci vado. Ugualmente non andrei a una manifestazione pro-Palestina dove alla fine si prega. Mi chiedo cosa hanno detto e fatto quei militanti di sinistra che avevano accompagnato il corteo – e che sicuramente non sono teneri con le manifestazioni religiose cattoliche – una volta che alcuni si sono messi a pregare.
    Fuori i preti i pope e i mullah dalle rivendicazioni politiche!

  5. Dario ha detto,

    23 Gennaio 2009 a 7:46 pm

    I militanti di sinistra credo che abbiano fatto finta di niente e anzi, abbiano visto la preghiera come un momento di rappresentazione dell’identità musulmana in Italia. Sono più o meno le stesse persone che oggi si strappano le vesti contro il decreto di Maroni. Non ne sono sicuro al 100% ma davvero penso che non abbiano visto nulla di fuori luogo in una preghiera pro-Palestina “en masse” a piazza Duomo. O forse erano troppo impegnati a bruciare le bandiere di Israele e non si sono accorti di nulla?

  6. Roberta ha detto,

    24 Gennaio 2009 a 12:36 am

    Sull`affermazione fuori la religione dalle rivendicazioni politiche` concordo al cento per cento.
    Ma in questo caso, di fronte al massacro che si stava compiendo, penso che sia una delle poche volte in cui il pregare durante una manifestazione non costituisca un affronto per nessuno.
    Esempi.
    Non mi sembra paragonabile alle preghiere del family day dove la religione diventa strumento e giustificazione per limitare le liberta` individuali e dove si propaganda `un` modello di famiglia `giusto`.
    Non mi sembra paragonabile alle preghiere che fanno davanti l`ospedale civico della mia citta` il giorno in cui si fanno gli aborti, dove anche in questo caso la religione diventa giustificazione per limitare i diritti della persona.
    Quale limitazione stia a significare la preghiera per le vittime di Gaza ancora non lo capisco..

  7. falecius ha detto,

    25 Gennaio 2009 a 2:07 pm

    Io credo che ci siano due punti diversi: il primo è la visibilità pubblica della religione (di qualsiasi religione) ANCHE all’interno di manifestazioni politiche (io sono scettico sulla possibilità di operare una separazione totale e radicale, in ogni ambito della vita, tra religione e politica, a livello individuale).
    Su questa cosa si può, ovviamente, discutere; io ritengo che nello spazio pubblico, con qualche limite, abbia il diritto di pregare e di manifestare la propria religione, purché in modi non lesivi dei diritti altrui (come esempio estremo, nessuno riterrebbe accettabile un sacrificio umano!!!).
    Altro sarebbe il punto se parlassimo del sagrato, ovvero di uno spazio di pertinenza della chiesa di una specifica religione, spazio, come dice il nome, sacro. Ma, checché ne dicano i nostri media, Piazza Duomo a Milano e Piazza Maggiore a Bologna NON sono il sagrato delle cattedrali. Lo spazio su cui è avvenuta la preghiera è pubblico.
    Detto questo, si può anche pensare ad una soluzione “alla francese” in cui nello spazio pubblico i simboli di identità religiosa siano banditi. E’ una posizione legittima e coerente, ma che io trovo eccessivamente limitante delle libertà individuali. Questa questione è comunque un possibile oggetto di una sensato dibattito, che purtroppo non sta avvenendo sui media mainstream.

    D’altra parte, c’è un divieto, quello di Maroni, che non ha nulla di direttamente connesso alle preghiere e costituisce un oltraggio al concetto di libertà politica come è stato finora inteso in Italia, dando ai funzionari del governo il potere arbitrario di negare qualsiasi luogo centrale di una città italiana per qualsiasi tipo di manifestazione politica. Io penso che una proposta del genere vada combattuta indipendentemente da qualsiasi valutazione su chi prega dove, proprio perché qui non di preghiera ma di manifestazione si tratta.

    (poi, io non trovo nulla di intrinsecamente sbagliato nell’associare una preghiera ad una manifestazione politica: è vero che vent’anni fa sarebbe stato impensabile, ma è anche vero che non viola nessuna legge e nessun diritto degli altri.

    Come io ho già detto altrove, questo si applica anche ad altri casi. A prescindere da qualsiasi osservazione sull’opportunità politica dell’atto, Sharon aveva in linea teorica tutto il diritto di fare quella sua passeggiata sullo Haram al-Sharif. Sapeva benissimo, naturalmente, che questa sarebbe stata vissuta dai palestinesi come una provocazione intollerabile:
    a) per la delicatezza del momento politico
    b) perché lui era ritenuto responsabile del massacro di Sabra e Chatila, mica era uno qualsiasi (tralasciamo il fatto che gli effettivi esecutori della strage furono i “fratelli arabi” maroniti delle milizie di Hobeika, la cosa in quetso contesto è irrilevante)

    Tuttavia farei sommessamente notare che gli italiani che si sentissero offesi da una preghiera di una religione minoritaria in uno spazio pubblico di una città, non vivono sotto occupazione da decenni, non sono stati delusi dal “processo di pace” con un avversario incomparabilmente più forte, eccetera)

  8. Dario ha detto,

    25 Gennaio 2009 a 3:47 pm

    Ma cosa c’entra Sharon? Su, dai….

  9. falecius ha detto,

    26 Gennaio 2009 a 2:35 pm

    Dario: Sharon non c’entra niente, appunto. Lo usavo come esempio.

  10. falecius ha detto,

    28 Gennaio 2009 a 12:19 am

    In realtà, l’avevano tirato in ballo in un altro thread e mi era rimasto in mente. Tutto qui.


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