Vorrei sottoporre ai lettori e alle lettrici di questo blog un semplice e intrigante quesito: chi voterete alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008? Voi direte: ma come, qui non si doveva parlare solo di Medio Oriente et similia? Sì, infatti. Infatti perché la mia domanda è: quanto le questioni di politica estera e mediorientale, dal conflitto israelo-palestinese, alla guerra in Iraq, al Libano, passando per le stravaganze di Gheddafi e le repressioni silenziose di Ben Ali in Tunisia, ebbene: quanto tutto questo influisce nel nostro voto politico?
Nel mio caso, tutto ciò influisce molto, soprattutto la questione israelo-palestinese e le valutazioni che ne traggono alcuni movimenti e partiti. A costo di provocare polemiche (magari! Visto che i commenti ai post languono…), dico che:
il Pdl ha candidato una specie di triade monoteista, vale a dire Fiamma Nirenstein (giornalista e scrittrice) nelle file di Jhwh, Suad Asbahi (presidente dell’Associazione Donne Marocchine in Italia) per Allah e Eugenia Roccella (portavoce del Family Day) per Nostro Signore Gesù Cristo. Poi, per non farsi mancare nulla, Berlusconi ha anche fatto salire sul suo carro un fascista, tal Ciarrapico. Aldilà dei pentimenti di Fini a Yad wa-Shem a Gerusalemme, aldilà della buona fede di Fiamma Nirenstein alla quale, nonostante tutto, voglio credere, aldilà di tutto: mi pare che il Pdl sul Medio Oriente, Israele etc. abbia sbagliato praticamente tutto o quasi. Per non dire dell’atteggiamento verso i migranti, a cominciare da quanto era successo mesi fa con l’omicidio della signora Reggiani a Roma e la conseguente “caccia al rumeno”.
Passiamo al PD. Tralasciando l’ormai notoria propensione anti-israeliana di Massimo D’Alema, che preferisce andare a braccetto con Hizballah tra le macerie di Beirut, tutto sommato la situazione non è così tragica come per il Pdl. A voler essere precisi, Veltroni non ha ancora ben chiarito la sua posizione in politica estera se non accennare con toni pacati e incomprensibili alle mediazioni che bisogna ricercare per arrivare alla pace nel mondo. Grazie. La scoperta dell’acqua calda. Anche qui poi, la “caccia al rumeno” mi pare sia abbastanza diffusa.
Sinistra Arcobaleno. Sono stato tentato dal votarla, poi ho letto il programma elettorale, dove la barriera di separazione tra Israele e Territori viene definita “Muro dell’apartheid” e mi sono cadute le braccia. Poi mi sono ricordato di Oliviero Diliberto, di Francesco Caruso e di Luisa Morgantini e ho deciso che, sebbene per altre questioni io sia un fedele seguace di Rifondazione Comunista e compagnia, quel che è troppo è troppo. Il muro (o barriera) non piace neppure a me, ma non è definendolo “dell’apartheid” che si risolvono i problemi che stanno dietro al muro, né i problemi israeliani né quelli palestinesi.
Udc di Casini: come diceva il Poeta: “non ti curar di lor/ma guarda e passa”. Io passo.
La Destra: peggio che andar di notte.
Altri candidati: mi pare esista un partito (cioé saranno quattro gatti ma comunque..) che si chiami Sinistra Critica ecologista, femminista etc., oggi ho sentito in tv la sua candidata che parlava di “lotta contro i capitalisti”. Se l’avessero lasciata parlare, avrebbe probabilmente citato col pugno chiuso “i compagni della Resistenza palestinese” e a quel punto avrei lanciato un piatto contro il televisore, ma per fortuna ho subito cambiato canale. C’era “Beautiful” su Canale 5.
Partito Socialista di Boselli: mi sembrano ragionevoli, una posizione europeista, riformista. Ma sono talmente piccoli che uno si domanda: “sarà il caso di votarli?”. Boh. Forse sì.
Insomma, il mio endorsement andrebbe (al momento) anche per questioni di politica estera al minuscolo PS. E’ un’opinione personale, della quale mi assumo l’onere e l’onore come si dice in questi casi. Quello che mi duole è che la politica estera (tranne ultimamente l’emergenza Tibet), così come i temi etici (coppie di fatto, omofobia, questione femminile, fecondazione assistita…) siano drammaticamente assenti dalla campagna elettorale. Tutti a parlare di liste, listini, di chi ha fatto questo e chi non ha fatto quello.
Come spesso mi succede, sono allibito.
Dario.